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Tour Ivrea: scopri la Città Industriale di Olivetti

In questo articolo scoprirai l’affascinante Tour Ivrea: una gemma industriale piemontese ricca di storia e innovazione. Un viaggio che mi ha portato alla scoperta dei luoghi iconici legati alla maestria di Olivetti. Preparati a un’esperienza unica, in cui la fusione di storia e design si manifesta in ogni angolo di questa città.

Olivetti: il visionario

Olivetti, un’icona dell’innovazione italiana nel settore delle macchine da scrivere e dei calcolatori, la sua storia ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama industriale. Fondata nel 1908 da Camillo Olivetti, l’azienda ha iniziato la sua attività a Ivrea, una città situata tra le colline del Piemonte.

Tuttavia, è con l’arrivo di Adriano Olivetti, figlio di Camillo, che l’azienda ha vissuto una vera e propria trasformazione. Adriano ha ereditato l’azienda negli anni ’30, portando una visione audace e innovativa. Ha intuito che il successo aziendale non poteva prescindere dalla qualità della vita dei suoi dipendenti e dalla relazione tra tecnologia e design.

Negli anni ’50 e ’60, Olivetti ha raggiunto l’apice della sua fama, diventando sinonimo di design all’avanguardia e funzionalità. La fabbrica di Olivetti a Ivrea non era solo un luogo di produzione, ma un vero e proprio centro di idee e creatività, dove architettura e ambiente di lavoro riflettevano la filosofia aziendale di Adriano.

La sperimentazione di nuovi materiali e l’attenzione al design hanno caratterizzato le macchine Olivetti, rendendole icone di stile. Questa unione tra tecnologia e estetica ha collocato Olivetti al centro della rivoluzione industriale italiana, trasformando la fabbrica non solo in un luogo di produzione, ma in un simbolo di innovazione e progresso.

Olivetti, oltre a essere un pioniere nell’innovazione tecnologica, ha segnato la sua impronta distintiva attraverso un impegno duraturo nei confronti dei servizi sociali. La visione di Adriano Olivetti non si limitava alla creazione di macchine avanzate, ma si estendeva alla costruzione di una comunità prospera e consapevole.

Adriano Olivetti ha capito che il successo di un’azienda non può essere misurato solo in termini di produzione e profitti, ma deve anche riflettersi nella qualità della vita dei suoi dipendenti e della comunità circostante. Questa consapevolezza si è tradotta in iniziative concrete per migliorare il benessere sociale, come: il centro servizi sociali, l’asilo per i figli dei dipendenti, le abitazioni, la mensa e molto altro.

Nonostante le sfide economiche degli anni successivi, il marchio Olivetti rimane un emblema di creatività e visione imprenditoriale che ha plasmato la storia industriale italiana nel XX secolo. La fabbrica di Olivetti a Ivrea rappresenta ancora oggi un patrimonio culturale e industriale, testimone di un’epoca in cui la sinergia tra lavoro, tecnologia e design ha definito il futuro.

Tour Ivrea: l’itinerario Olivetti

Il nostro tour inizia presso l’ex Sede Storica di Olivetti, la Fabbrica “Mattoni Rossi”, in via Guglielmo Jervis. Camminando tra le mura che hanno visto nascere alcune delle più grandi invenzioni industriali, respirerai l’atmosfera intrisa di creatività. Immagina le menti brillanti dietro le macchine da scrivere e i primi computer, dando vita a un’epoca di progresso senza precedenti. Ogni edificio racconta una storia, e ogni via è un tributo all’utopia industriale.

Adiacente all’ex fabbrica sorge la nuova ICO, dove Adriano materializza la sua idea dell’ “Operaio al centro di tutto”. Nella nuova fabbrica, infatti, deciderà di utilizzare il vetro al posto dei mattoni, proprio per non favorire l’isolamento del dipendente dal resto del mondo. La luce è importante a livello psicologico e Olivetti questo lo sapeva.

Centro dei Servizi Sociali

L’edificio, situato di fronte alle Officine ICO, viene progettato a partire dalla metà degli anni ’50 dagli architetti Luigi Figini e Gino Pollini ed entra in funzione nel 1959.
Il progetto era finalizzato alla realizzazione di un complesso che ospitasse un centro culturale, l’infermeria, i servizi d’assistenza sociale e gli uffici per il personale, ma nella sua realizzazione concreta venne ridotto a due soli edifici: la Biblioteca, il Centro culturale e l’Infermeria.

Il lavoro degli architetti milanesi comprese anche il progetto del verde come elemento integrato e integrante.
Oggi è possibile visitarlo e visitare l’intero percorso Unesco (che è completamente a cielo aperto) sia in autonomia sia con una visita guidata prenotabile all’Unesco Visitor Centre.

Asilo Nido

L’asilo nido, situato in Via Camillo Olivetti, venne realizzato nel periodo bellico e la limitazione dell’uso del ferro in edilizia determinò le scelte sui materiali utilizzati.
Le aule affacciano su un patio interno e gli arredi, alcuni ancora presenti, furono progettati dall’ufficio tecnico Olivetti.
Qui le donne dipendenti potevano lasciare i propri figli prima di recarsi a lavoro: un privilegio che potrebbe costituire la normalità ai giorni nostri, ma che in realtà non lo è per niente se pensato come progetto interno a un’azienda.

Talponia: il complesso residenziale ovest

Il Quartiere Talponia è un esempio straordinario di architettura rivoluzionaria. Immerso nel verde, offre una visione unica di come Olivetti integrasse il lavoro con la vita quotidiana.
Le residenze circondate da spazi aperti, parchi e servizi, formano un ambiente armonioso che riflette la visione di una comunità coesa e in costante evoluzione.

Costituita in origine da 82 cellule residenziali simplex e duplex con un unico affaccio esterno verso la collina, ospitava i dipendenti “temporanei” Olivetti.
Si trova in Via Miniere.

Ex Hotel La Serra (fuori dal circuito Unesco)

Una tappa che non deve mancare, anche se non fa parte del circuito Unesco, è l’ex Hotel La Serra che si trova in Corso Botta, 28. Questa struttura, che richiama i tasti della macchina da scrivere, rappresenta un pezzo di storia e fascino nel contesto di Ivrea.
Costruito dopo la morte di Olivetti, è stato un punto di riferimento per ospiti illustri e uomini d’affari coinvolti nelle attività dell’azienda. La sua posizione strategica offriva una vista panoramica della città e dei dintorni, rendendolo un luogo di incontro e di prestigio.
Su progetto degli architetti Igino Cappai e Pietro Mainardis era un centro residenziale con al suo interno una piscina, un cinema, una sala congressi e una sala espositiva. Purtroppo il complesso è visitabile solo esternamente ma confido nell’amministrazione comunale per un prossimo recupero.

Conclusioni

È stata una delle destinazioni che ho adorato di più fino ad oggi per quel che concerne la mia passione in ambito turismo industriale.
Una città in cui si respira ancora quell’utopia magica che serve a dar conforto e coraggio ai progetti e alle storie aziendali del futuro.

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Per rimanere aggiornato/a sul panorama industriale, ci vediamo qui.

Alla prossima!

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